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Economia Germania
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Economia Germania

L'economia della Germania è una delle più sviluppate del mondo.

Terza per volume di scambi in dollari, è la quinta per prodotto interno lordo e potere d'acquisto, e la prima d'Europa.

Come in molti altri stati industrializzati e ad alto tenore di vita, presenta come settori più importanti il terziario (turismo, commercio, banche, assicurazioni, media) e l'industria (automobili, aerospazio, telematica, microelettronica, chimica fine, acciaio, alluminio). Il settore primario ha invece un'influenza molto più limitata, tranne che in comparti come la zootecnia e la produzione di patate e cereali.

Dopo un certo ristagno dei primi anni 2000, attualmente l'ecomomia tedesca è alle prese con una forte riorganizzazione strutturale. Sono state già avviate riforme sul piano fiscale e su quello delle pensioni, e le esportazioni stanno riprendendo ad aumentare. Rimangono però forti differenze di sviluppo, tra le regioni depresse della Germania Est postcomunista e quelle ricche occidentali, soprattutto la Baviera e il Baden-Württemberg.

Agricoltura e allevamento

L'agricoltura è molto progredita, con l'uso di macchine e di tecniche modernissime, ma clima e suolo non le sono favorevoli. Molte zone, specialmente le coste dell'Est, sono sabbiose o paludose. I terreni fertili sono ai piedi delle alture centrali e nelle valli dei fiumi, dove però molte aree sono occupate da strutture industriali, viarie e ferroviarie.

La Germania ha il primato nella produzione di patate, prodotto tipico di terre "povere" e cibo nazionale tedesco. Sono alte anche le produzioni di barbabietole da zucchero, di luppolo (pianta usata per aromatizzare la birra), di alcune piante da olio come la colza e il girasole che sono usate anche dalle industrie.

Fra le altre colture si trovano i cereali (orzo e frumento alla pari, segale e avena), il lino e alcuni ortaggi resistenti al freddo: cavoli e cavolfiori, cipolle, carote. Più importanti sono gli allevamenti, con 26 milioni di suini e 14 milioni di bovini (specialmente nella regione alpina della Baviera), che forniscono 400 tipi diversi di insaccati, latte, burro e formaggi in quantità.

Estese foreste collinari e montane alimentano le industrie della cellulosa e della carta, ma il patrimonio boschivo è molto danneggiato dalle piogge acide.

Il consumo della carta è molto alto perché il Paese ha una forte editoria: pubblica 78.000 titoli l'anno e 10.500 quotidiani e riviste. Ogni tedesco spende 117 euro l'anno per acquistare libri (contro i 43 dell'italiano).

Le risorse minerarie

La principale produzione mineraria è quella di carbone.

Tuttavia la Germania, benché ne sia il massimo fornitore mondiale, tende di più ad importarlo per non esaurire le risorse interne. Insieme al ferro e in generale ai metalli grezzi, il carbone ha contribuito ai primi sviluppi dell'industria tedesca, specie nelle regioni metallurgiche della Ruhr (Nord Reno-Westfalia) e lungo i porti sul Baltico (Amburgo). Più recente è la scoperta di giacimenti di gas naturale.

L'industria

Già da due secoli la prosperità germanica si fonda sull'industria pesante.

Nei bacini della Ruhr e della Saar, la presenza di ricchi giacimenti di carbone fece sorgere le acciaierie e le industrie chimiche accanto alle miniere, e le industrie meccaniche accanto alle acciaierie, creando i Konzerne. Si tratta di enormi complessi che curano ogni fase di lavorazione, dalla materia prima ai prodotti finiti. L'industria tedesca ha saputo rinnovarsi così da essere ai primi posti nel mondo in numerosi settori.

La metallurgia tedesca è la più importante d'Europa (ferro, acciaio, alluminio), ma non meno importanti sono le produzioni di automobili (Volkswagen-Audi, BMW, DaimlerChrysler-Mercedes), motociclette, materiale ferroviario ed aeronautico, elettrodomestici, elettronica di consumo (che però è attualmente di ridotte dimensioni), microelettronica, telematica (Siemens AG).

In varie città si fabbricano strumenti musicali, specialmente pianoforti, e nell'Est il materiale ottico. Norimberga è sede principale della produzione di giocattoli.

L'industria chimica tedesca ha grandi tradizioni.

Per esigenze di guerra riuscì ad estrarre un carburante liquido dal carbone e a fabbricare gomma sintetica. Le miniere di sali potassici forniscono la materia prima per i concimi. La produzione degli acidi solforico, cloridrico e nitrico e della soda caustica è alla base di altri processi chimici e industriali.

Nel settore della chimica fine, spiccano il materiale fotografico, i medicinali ed anche prodotti di largo consumo come cosmetici e detersivi (Bayer, Hoechst, Basf, Beiersdorf, Henkel): fu l'invenzione della semplice aspirina a fornire i capitali per impiantare grandi laboratori di ricerca farmaceutica e fabbricare altri ritrovati; in Germania ha avuto anche origine la produzione sintetica di ammoniaca.

Molto sviluppata è anche l'industria alimentare, specie nella produzione di carne (wurstel), prodotti caseari, zucchero, dolci (Bahlsen), caffè (Hag).

In Germania è molto forte la produzione idroelettrica, grazie ai molti fiumi, e si ricorre anche a quella nucleare.

La zona orientale ha usato finora le maggiori miniere di lignite d'Europa, ma è un materiale poco calorifico e molto inquinante. Con nuove perforazioni nel bassopiano settentrionale si estraggono petrolio e metano; il fabbisogno nazionale è coperto da importazioni, grazie a una rete di metanodotti e oleodotti, che partono anche dai porti italani di Genova e Trieste.

Bandiera Germania

Germania

  • Superficie: 82515988
  • Capitale: Berlino
  • Lingua: Tedesco
  • Ordinamento: Repubblica federale
  • Prefisso telefonico: Germania
  • Targa: D
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