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Storia Germania
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Storia Germania

La storia della Germania è, di fatto, estremamente complicata e dipende da come viene definita la "Germania".

Come stato nazionale, la Germania non esiste fino al 1871. In precedenza, la Germania poteva essere vista unicamente come una regione culturale con molti territori, ognuno con il suo grado di indipendenza, e i suoi eventi storici.

Le tribù germaniche

Le antiche tribù germaniche parlavano dialetti mutuamente intelligibili e condividevano una comune cultura e la stessa mitologia, come è chiaramente indicato dal Beowulf e dalla Volsunga saga. L'esistenza di una identità comune è testimoniata dall'esistenza di un termine proprio, ad indicare le popolazioni non-germaniche: *walhaz (plurale di *walhoz), da cui sono derivati toponimi ancora in uso oggi come Galles (Welsh), Vallese (Wallis) e Vallonia (Walloon).

Un ulteriore esempio di questa unità etnica è dato dal fatto che i romani li riconoscevano come unica popolazione e davano loro il nome collettivo di germani. In assenza di una politica egemonica come quella imposta dai romani alle popolazioni italiche, le diverse tribù rimasero libere, sotto la guida dei propri capi, ereditari oppure eletti.

La struttura fondamentale della società germanica era il clan (Sippe), formato dall'unione di più famiglie patriarcali imparentate fra loro. Il clan costituiva un'entità economica, militare e politica del tutto autonoma e autosufficiente.

I capi-clan diedero vita, probabilmente già in età molto antica, a periodiche riunioni assembleari. Sostanzialmente democratica, la società germanica conobbe forme di monarchia elettiva entro le quali l'assemblea degli uomini liberi (allthing o witan) periodicamente riunita manteneva di fatto tutti i poteri, compreso quello giudiziario. Le assemblee esprimevano le decisioni del popolo, che quindi consisteva nell'unione libera e volontaria di diversi clan.

In caso di guerra l'assemblea nominava comandanti uomini di particolare valore o autorità, e questi, semplici "primi fra pari", dovevano sempre rispondere del loro operato all'assemblea stessa. Solo in epoca più tarda i comandanti militari eletti iniziarono ad assumere tratti da re e con la formazione dei regni romano-barbarici, dopo la fine dell'Impero Romano d'Occidente, si affermarono stirpi reali prestigiose. In ogni caso, le figure dei sovrani germanici furono sempre limitate nel loro potere dall'assemblea.

Dopo gli uomini liberi, la minoranza che deteneva l'intero potere, venivano gli aldii, uomini semiliberi legati alla terra quasi alla stregua di servi della gleba; infine gli schiavi, quasi sempre prigionieri di guerra o civili catturati durante le razzie. Interessante era l'uso del comitatus, cioè l'abitudine di aggregare i giovani delle famiglie meno in vista a quelli delle famiglie più importanti, facendoli diventare compagni inseparabili in pace e in guerra.

Questo modello di fedeltà personale avrebbe influenzato, tramite le legislazioni romano-barbariche, le istituzioni del Medioevo, divenendone anzi una delle caratteristiche salienti.

I germani vivevano in piccole comunità o insediamenti sparsi. Le costruzioni erano in legno e assai semplici. Le scoperte archeologiche testimoniano tuttavia l'esistenza nelle zone occupate dai germani di luoghi fortificati, i burga, da cui i nomi delle città che terminano in burg (come Würzburg, in Germania) o bury (come Canterbury, in Gran Bretagna).

Presso le tribù germaniche non esisteva la proprietà privata della terra: le terre via via occupate venivano spartite tra i clan, ciascuno dei quali provvedeva a sua volta a suddividere la propria quota tra le famiglie che lo componevano. L'agricoltura del resto era primitiva, e tendeva semplicemente a sfruttare il più possibile, nell'immediato, il terreno strappato alla foresta.

Circa la questione dell'orgine etnica, prove di natura archeologica e linguistica suggeriscono che una popolazione o gruppo di popolazioni che condivideva la stessa cultura materiale si sviluppò nella Germania settentrionale e nella Scandinavia meridionale durante la tarda Età del bronzo europea (1000 a.C.-500 a.C.). Questa cultura è nota come "Età del bronzo nordica" ed è diffusa dalla Scandinavia meridionale al nord della Germania.

La lunga presenza di tribù germaniche in Scandinavia (probabilmente a partire dal 2000 a.C.) è anche evidenziata dall'apparente assenza di substrato pre-germanico nella toponomastica in quest'area. I linguisti, andando a ritroso nel tempo a partire dalle lingue germaniche storicamente conosciute, suggeriscono la possibilità che questo gruppo parlasse il proto-germanico, una branca distinta della famiglia linguistica dell'indo-europeo.

Esistevano a quel tempo insediamenti piccoli ed indipendenti, oltre ad un'economia fortemente incentrata sulla disponibilità di bestiame.

Lo spostamento verso Sud fu probabilmente influenzato da un peggioramento delle condizioni climatiche in Scandinavia tra il 600 a.C. e il 300 a.C. circa. Il clima mite e secco della Scandinavia meridionale (una temperatura di due-tre gradi più elevata di quella attuale) peggiorò considerevolmente, il che non solo modificò drammaticamente la vegetazione, ma spinse le popolazioni a cambiare modi di vivere e ad abbandonare gli insediamenti.

Intorno a tale periodo questa cultura scoprì come estrarre il "ferro di palude" dal minerale nelle paludi di torba. Il possesso della tecnologia adatta ad ottenere minerale di ferro dalle fonti locali può aver favorito l'espansione in nuovi territori.

La cultura germanica si sviluppò nel sud-ovest e nel sud-est, senza discontinuità improvvise, e può essere distinta dalla cultura dei celti stanziati nella maggior parte delle regioni danubiane ed alpine nel medesimo periodo.

I dettagli dell'espansione sono noti solo a grandi linee, ma appare chiaro che gli antenati dei goti erano stanziati sulle coste meridionali del mar Baltico già intorno all'anno 100. Secondo alcuni studiosi lungo il basso e medio corso del Reno, capi germanici immigrati si posero alla guida delle locali popolazioni pregermaniche.

Le guerre romano-germaniche

Col termine di guerre germaniche si indica una serie di conflitti tra i romani e varie tribù germaniche, combattuti tra il 113 a.C. ed il 439. La natura di queste guerre cambiò molto durante i secoli, spaziando dalla conquista romana, le rivolte germaniche e le successive invasioni dell'Impero Romano d'Occidente (spesso sostenute dall'imperatore d'Oriente).

Una dei principali fatti d'arme del periodo romano, fu la battaglia della foresta di Teutoburgo nel 9 d. C., nella quale alcune tribù germaniche, guidate, tra gli altri, da Arminio dei Cherusci tesero un'imboscata e distrussero tre legioni romane (XVII, XVIII e XIX) comandate da Publio Quintilio Varo. Le legioni non furono mai ricostituite con tali numerazioni a testimonianza della gravità del rovescio militare, tanto pesante da far considerare per sempre infausti i nomi delle tre legioni perdute.

Il Regno dei Franchi

I Franchi formavano una delle numerose tribù germaniche occidentali che entrarono nel tardo Impero Romano come foederati e stabilirono un reame duraturo, in un'area che copre parte dell'odierna Francia e della Germania, formando il nucleo storico di queste due nazioni moderne.

Il regno dei Franchi fu sottoposto a varie partizioni e ripartizioni, in quanto i Franchi dividevano le loro proprietà tra i propri figli e, senza un ampio concetto di res publica, concepivano il regno come una forma estesa della proprietà privata. Questa pratica spiega, in parte, la difficoltà di descrivere con precisione le date ed i confini fisici dei diversi regni franchi e chi ne governava le varie parti. La contrazione nell'alfabetizzazione durante il dominio dei Franchi pone altri problemi: essi produssero pochi documenti scritti. In sostanza, comunque, due dinastie di regnanti si succedettero, i Merovingi e i Carolingi. Sotto Carlomagno, che soggiogò la Baviera nel 788 e la Bassa Sassonia nell'804 e venne incoronato imperatore nell'800, il regno si estendeva sopra quasi tutta la Francia e la Germania odierne, formando il nucleo di entrambe le future nazioni.

La parola franchi significava "liberi". La libertà non si applicava alle donne o alla popolazione di schiavi che si spostava assieme ai Franchi liberi. Inizialmente, all'interno dei Franchi, esistevano due suddivisioni principali: Franchi Salii (così chiamati perché abitavano la regione prossima alla riva del fiume Sala, oggi Jssl, che attraversa l'Olanda) stanziati lungo il basso Reno e Franchi Ripuarii ("del fiume") stanziati grosso modo tra le città di Treviri e Colonia. Nel IX secolo, se non prima, questa divisione era divenuta in pratica inesistente, ma continuò per un certo tempo ad avere implicazioni per il sistema legale in base al quale una persona poteva essere giudicata.

Il Sacro Romano Impero

Dopo la morte del re Franco Ludovico il Pio, i territori del regno vennero divisi con il Trattato di Verdun (843) in una parte occidentale, la base della futura Francia, una orientale, il futuro Sacro Romano Impero, e una centrale (Italia settentrionale, Paesi Bassi e Borgogna), che avrebbe attratto l'attenzione della successiva rivalità Franco-tedesca.

Con la morte dell'ultimo governante orientale della linea di Carlomagno (911), la corona passò prima a Corrado di Franconia e quindi (919) a Enrico l'Uccellatore, fondatore della dinastia Sassone, il cui figlio Ottone I il Grande reclamò il titolo di Imperatore nel 962. Questo Impero, in seguito chiamato "Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca" (Heiliges Römisches Reich deutscher Nation), sarebbe sopravissuto con il suo Kaiser (imperatore, la forma germanica di "Cesare") fino alla sua dissoluzione nel 1806, dopo la rivoluzione Francese del 1789 e i successi militari di Napoleone I di Francia.

Il Medioevo tedesco

In seguito a numerose lotte per la corona tra la famiglia dei Guelfi di Baviera e quella degli Hohestaufen di Svevia. Vinsero questi ultimi e dalla loro dinastia nacque e andò al trono Federico I detto il Barbarossa, che regnò a lungo.

Il Regno Svevo, tuttavia, non era destinato a durare ancora molti anni. Dopo Federico II e Corrado IV la casata sveva tramontò e l'estremo e coraggioso tentativo del giovane principe svevo Corradino sfociò in tragedia, lasciando nel contempo la Germania in balia delle lotte interne tra i suoi principi. Fu con Rodolfo I d'Asburgo (eletto nel 1274) che iniziò una nuova era, quella degli Asburgo per l'appunto, che, tuttavia, non ebbe una storia lineare fino all'ascesa al trono di Alberto II d'Asburgo, con il quale iniziò la serie degli Imperatori della Casa d'Austria. Quest'epoca fu importante da un punto di vista storico-culturale, oltre che politico: la Germania si aprì alla ventata di novità introdotta dal Rinascimento italiano; molte università vennero aperte e con esse centri di studi umanistici. Questo cambiamento fu di importanza fondamentale per preparare il terreno alla futura Riforma protestante ed alle successive correnti rivoluzionarie.

La Riforma protestante

La Riforma protestante è il nome dato al movimento religioso, con rivoluzionari risvolti politici, che ha interessato la Chiesa cattolica nel XVI secolo e che ha portato alla nascita del protestantesimo. L'origine del movimento è da attribuire al monaco agostiniano Martin Lutero, ma altri protagonisti importanti saranno Giovanni Calvino, Ulrich Zwingli, Thomas Müntzer e Filippo Melantone.

Come molti altri avvenimenti storici, la Riforma Protestante ha una data di inizio ufficiale, che coincide con l'affissione delle 95 tesi da parte di Martin Lutero sulla porta della chiesa di Wittenberg, il 31 ottobre 1517.

E' possibile vedere dei motivi ripresi nella Riforma nei numerosi movimenti rinnovatori che attraversavano l'Europa tardo medievale, movimenti che, in genere, nascevano da piccoli gruppi della classe borghese e che reclamavano una forma di cristianesimo più austero. Prima di Lutero, infatti, riformatori religiosi quali Jan Hus in Boemia, movimenti ereticali a Orléans, Arras, Monforte, la Pataria di Milano e movimenti spirituali quali i Catari, i Valdesi i Begardi e beghine avevano manifestato un modo di professare il cristianesimo diverso da quello praticato dalla chiesa ufficiale.

La Riforma Protestante era anch'essa nata come movimento dissenziente, ma riuscì ad affermarsi, diffondersi ed imporsi in alcune aree d'Europa perché, diversamente dai movimenti ereticali medievali, ebbe l'appoggio politico ed economico di molti principi, che ne fecero la religione di stato. Il peculiare momento storico in cui Lutero predicò fu fondamentale per la nascita delle chiese protestanti in Europa.

La causa occasionale fu la polemica sorta a seguito delle 95 tesi di Lutero pubblicate contro la vendita delle indulgenze in Germania. Bisogna aggiungere che Lutero non appese le tesi sulla cattedrale come forma di protesta contro la chiesa, ma per ricevere da essa dei chiarimenti su nozioni dottrinali poco chiare o contraddittorie.

Le cause reali sono molteplici e spesso intrecciate fra loro:

1. Tra le cause maggiori vi fu la nuova interpretazione di Lutero dei fondamenti della fede e dell'organizzazione ecclesiastica. La predicazione di Lutero da un lato riprendeva motivi anticlericali diffusi nella società tedesca ed europea. Dall'altro propose in modo convincente e vigoroso un nuovo modo di vedere il rapporto con Dio e la Chiesa, attraverso una lettura rinnovata di San Paolo e della Scrittura. Seppe anche avvalersi di collaboratori come Filippo Melantone, umanisti e tendenzialmente conservatori, che evitarono estremismi che avrebbero reso il protestantesimo poco gradito ai principi e alle città che ne furono i promotori.

2. Altra causa fu la rilassatezza della gerarchia ecclesiastica cattolica. Al tempo le cariche ecclesiastiche potevano essere cumulate per beneficiare di più rendite e senza che corrispondesse effettivamente lo svolgimento di un ministero ecclesiastico. Al beneficium spesso non corrispondeva l'officium. La predicazione era il più delle volte affidata agli ordini mendicanti, mentre vescovi e abati dei grandi monasteri erano spesso membri di famiglie di nobili che si disinteressavano dell'aspetto religioso dell'amministrazione delle diocesi. Ciò indebolì la reazione religiosa, più che quella politica, alle critiche teologiche di Lutero all'organizzazione ecclesiastica.

3. La chiesa possedeva vasti territori e riscuoteva decime. I nobili passati al protestantesimo potevano secolarizzare queste proprietà e prenderne possesso, rendendole ereditarie. Fu in questo modo che ad esempio si costituì il nucleo della Prussia, con la secolarizzazione dei territori dell'Ordine Teutonico dopo che il Gran maestro Albert di Hohenzollern passò al luteranesimo.

4. A tutto questo si intrecciò il fattore politico. Il Sacro Romano Impero era un organismo complesso, costituito dall'imperatore, al tempo Carlo V, che doveva regnare col consenso dei principi e dei feudatari. La religione divenne un importante elemento in questo equilibrio precario, a sua volta in relazione col papato, con le altre monarchie europee e minacciato dal Turco nelle frontiere sud orientali.

Il luteranesimo prevede un diverso approccio delle Sacre Scritture rispetto alla chiesa cattolica, nel senso che le dottrine della chiesa devono essere verificate dalla bibbia.

Nel periodo medievale, la morte era continuamente in agguato e per l'uomo del tempo la preoccupazione principale era come salvare la propria anima. Anche Lutero ebbe tale preoccupazione e la superò elaborando sulla sua esperienza la teoria della giustificazione per fede, ossia in pratica l'uomo può salvare la sua anima avendo fede in Gesù Cristo e negando valore salvifico alle opere buone.

Altro punto della Riforma Protestante era la lettura diretta delle Sacre Scritture. Lutero notava che al suo tempo i preti non erano preparati dal punto di vista teologico e molti di essi si limitavano a recitare, non senza imperfezioni, frasi in latino. Al popolo non era permesso leggere la Bibbia, essendo questa letta in latino dal sacerdote e da quest'ultimo spiegata ad essi. Lutero provvide a tradurre la Bibbia dall'ebraico e dal greco al tedesco. Sebbene non fu il primo (esistevano numerose traduzioni cattoliche in tedesco prima di Lutero, la sua versione della Bibbia fu la più importante in lingua tedesca.

In merito all'Eucaristia, che Lutero chiamava "Sacramento dell'Altare" o "Santa Cena", egli negava la transustanziazione, presenza reale di Gesù mediante la trasformazione di pane e vino in corpo e sangue di Cristo, affermando invece la consustanziazione, presenza reale di Gesù insieme al pane e al vino. In merito alla Santa Cena, la cui liturgia era celebrata nella lingua del popolo ma parzialmente anche in latino, non vi è uniformità di vedute da parte degli altri protestanti.

La Riforma negò che ci potessero essere altri intermediari tra l'uomo e Dio al di fuori di Gesù Cristo. Ne consegue il rifiuto di venerazione dei santi, di Maria, e del ruolo intercessore della chiesa. La riforma nega che il cristianesimo possa avere come capo una persona, avendo come unico capo Gesù Cristo.

Le dottrine della chiesa devono essere verificate dalle Sacre Scritture: non sono più necessari intermediari per la salvezza, viene quindi ridimensionata la gerarchia ecclesiastica e restano, come sacramenti il battesimo, (viene mantenuta parzialmente anche la confessione), l'eucarestia, nella quale si riafferma la presenza reale ma si nega (o si riduce ad opinione privata) la transustanziazione, in favore della consustanziazione. Gli altri sacramenti tradizionali, come il matrimonio o l'ordine sacro non sono aboliti ma considerati riti ecclesiastici.

La Guerra dei Trent'anni

La guerra dei trent'anni fu una serie di conflitti armati che dilaniarono l'Europa dal 1618 al 1648. I combattimenti si svolsero inizialmente e soprattutto nei territori dell'Europa centrale appartenenti al Sacro Romano Impero Germanico, ma coinvolsero successivamente la maggior parte delle potenze europee, con le eccezioni considerevoli di Inghilterra e Russia. Nella seconda parte del periodo di guerra, i combattimenti si estendono anche alla Francia, ai Paesi Bassi, all'Italia del nord ed alla Catalogna. Durante questi trent'anni, la guerra cambia gradualmente natura e oggetto: iniziata come conflitto religioso fra cattolici e protestanti, si conclude in lotta politica tra la Francia e l'Austria.

Le origini della guerra furono varie, anche se la principale fu l'opposizione religiosa e politica tra cattolici e protestanti. La pace di Augusta del 1555, firmata dall'imperatore Carlo V, aveva messo fine agli scontri tra cattolici e luterani, introducendo il principio del cuius regio eius religio e stabilendo che i luterani potevano rimanere in possesso dei territori ecclesiastici secolarizzati dopo il 1522 (pace di Passau). Tuttavia vari problemi rimasero aperti: oltre al fatto che la pace era considerata, specialmente dai luterani, solo una tregua temporanea, i termini del trattato prevedevano l'adesione, da parte dei principi, al credo cattolico o a quello luterano, con esclusione di ogni altro credo, incluso il calvinismo, che andava diffondendosi rapidamente in varie aree della Germania.

A queste considerazioni di ordine religioso si aggiunsero tendenze egemoniche o d'indipendenza di vari stati europei, rivalità commerciali, ambizioni personali e gelosie familiari. La Spagna era interessata ad esercitare una decisiva influenza sul Sacro Romano Impero per garantirsi la possibilità di affrontare la guerra con gli olandesi che durava ormai da molti anni, e che sarebbe ripresa apertamente nel 1621, allo scadere cioè della tregua dei dodici anni.

In Germania era nel frattempo in corso una lotta politica fra i principi tedeschi e l'imperatore di casa Asburgo che desiderava che il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero non fosse più solamente una figura rappresentativa ed un retaggio medievale ma rappresentasse un potere effettivo sui territori che "nominalmente" appartenevano al Sacro Romano Impero, affermando così l'egemonia degli Asburgo su tutta la Germania e portando a compimento l'impresa fallita dal grande Carlo V.

Enrico IV di Francia, in risposta, continuò la politica anti-asburgica dei predecessori, convinto del fatto che, se gli spagnoli fossero usciti vittoriosi dalla guerra in Olanda e la Germania fosse caduta sotto l'egemonia imperiale, la Francia sarebbe stata schiacciata tra possedimenti asburgici su ogni lato.

Questi vari fattori cominciarono a manifestare la loro importanza già a partire dagli ultimi anni del XVI secolo. I primi scontri, di carattere religioso, si verificarono nel Sacro Romano Impero a causa del reservatum ecclesiasticum, una norma contenuta nella Pace di Augusta che stabiliva che le autorità ecclesiastiche convertite al protestantesimo dovessero lasciare i propri territori. La questione si presentò quando il principe-arcivescovo di Colonia si convertì al calvinismo; poiché l'arcivescovo di Colonia era anche un principe elettore, si sarebbe venuta a creare una maggioranza protestante nel collegio elettorale. A tale prospettiva i cattolici risposero scacciando con la forza l'arcivescovo e ponendo al suo posto Ernesto di Baviera. In seguito a questo successo cattolico, la regola del cuius regio eius religio fu applicata più duramente in vari territori, costringendo i protestanti ad emigrare o ad abiurare.

Un nuovo scontro religioso si ebbe nel 1606 nella città di Donauwörth, in cui i protestanti tentarono di impedire ai residenti cattolici di organizzare una processione, provocando aspri tumulti; questo provocò l'intervento di Massimiliano I, Elettore di Baviera che, appogiando i cattolici, si impegnò a ristabilire l'ordine. Questa serie di eventi fecero sì che, specialmente tra i calvinisti, si prospettasse l'idea di un "complotto" cattolico per estirpare il protestantesimo. A tale presunta minaccia essi risposero creando, nel 1608, l'Unione Evangelica, sotto la guida di Federico IV del Palatinato, che possedeva uno dei territori che erano fondamentali alla Spagna per garantirsi l'accesso all'Olanda. I cattolici tedeschi risposero creando a loro volta, nel 1609, la Lega Cattolica, sotto la guida di Massimiliano I di Baviera; a questo punto la situazione politica in Germania era pronta per uno scontro confessionale.

La cintilla scatenante del conflitto si ebbe nel 1618, quando l'imperatore del Sacro Romano Impero Mattia II nominò re di Boemia, prevalentemente protestante, il cattolico Ferdinando II. Questi vietò la costruzione di alcune chiese protestanti, provocando una violenta ribellione, che culminò con la "defenestrazione di Praga" (due luogotenenti dell'imperatore furono scaraventati giù dalle finestre del palazzo reale; i due tuttavia ne uscirono illesi in quanto atterrarono su un mucchio di sterco).

Da tale episodio ebbe origine la guerra dei trent'anni che si divide in quattro periodi:

* Boemo-palatino (1618–1625)

* Danese (1625–1629)

* Svedese (1630–1635)

* Francese (1635–1648)

Dalle paci di Westfalia alla dissoluzione dell'Impero

La Guerra dei Trent'anni finalmente si concluse con la Pace di Westfalia nel 1648, che consta in realtà di due trattati firmati a Münster e Osnabrück. Con il trattato di Westfalia si inaugurò un nuovo ordine internazionale, un sistema in cui gli Stati si riconoscono tra loro proprio e solo in quanto Stati, al di là della fede dei vari sovrani. Nasce quindi la comunità internazionale più vicina a come la si intende oggi: laica ed aconfessionale, in cui assume importanza il concetto di sovranità dello stato.

La pace di Westfalia fu firmata in due località separate a causa dei dissidi tra i cattolici e i protestanti, che rifiutarono di sedere allo stessa conferenza; vennero quindi scelte due località, Münster per i cattolici e Osnabrück per i protestanti. I due testi, praticamente identici, riguardarono soprattutto il Sacro Romano Impero, e sancirono la sconfitta delle ambizioni asburgiche, decretando la libertà degli stati tedeschi in materia religiosa e di politica estera; la Spagna continuò invece la guerra contro la Francia.

I principi sanciti dalla pace furono:

* Riguardo alla questione religiosa fu confermata la Pace di Augusta (1555), fu estesa la tolleranza anche ai calvinisti, e fu stabilito che i sovrani dovessero rispettare le minoranze religiose e che i beni ecclesiastici in possesso dei protestanti fino al 1624, non fossero restituiti alla Chiesa cattolica. I provvedimenti attinenti gli aspetti ecclesiastici includevano il divieto di persecuzione religiosa in Germania e la riaffermazione della pace di Augusta. Se però un principe si fosse convertito ad altra religione, non avrebbe più avuto alcun diritto sulle proprie terre (misura atta a controllare la diffusione della Riforma). La pace di Westfalia determinò la fine di un lungo periodo di guerre di religione: i successivi conflitti armati in Europa furono intrapresi per motivi di ordine esclusivamente politico.

* Riguardo all'ordinamento interno del Sacro Romano Impero, fu riconosciuta ai principi la piena sovranità territoriale ed il diritto di stringere alleanze, purché non contro l'impero.

Unificazione, l'ascesa della Prussia, e la Confederazione Tedesca (1806-1866)

Dopo il collasso dell'Impero nel 1806 e la sconfitta finale di Napoleone a Waterloo, il Congresso di Vienna del 1815 ridisegna la mappa dell'Europa. Uno stato unitario tedesco non venne formato; al suo posto i diversi stati sovrani della Germania formarono semplicemente una blanda confederazione, la Confederazione Tedesca, nella quale due componenti dominanti erano in competizione: Austria e Prussia.

Nei decenni successivi, le monarchie dei vari stati si concentrarono sul tenere a bada le forze liberali, temendo che la Rivoluzione Francese si ripetesse in Germania. Durante quel periodo, il liberalismo (ovvero la richiesta di riforme politiche in senso democratico) venne legata strettamente al nazionalismo (la richiesta di una Germania unita). Dopo una lunga contesa, nel 1848, la rivolta scoppiò a Berlino, e il re Federico Guglielmo IV di Prussia fu costretto a promettere ai dimostranti una monarchia costituzionale. Un'Assemblea Nazionale venne eletta per tutti gli Stati Tedeschi, che convennero a Francoforte per stilare la nuova costituzione. Per il momento in cui questo fu fatto, comunque, il movimento si era ritirato, e re Federico Guglielmo si rifiutò di prendere la corona di tale stato. La rivoluzione era fallita. Dopo di che, la Germania si sarebbe unificata solo sotto la pressione della leadership militare prussiana, in uno stato comparabilmente autoritario.

L'Impero Germanico (1871-1918)

I successi militari prussiani, particolarmente nella Battaglia di Königgrätz del 1866 contro l'Austria e nella Guerra franco-prussiana (1870-1871), portarono alla formazione della Germania come stato nazionale dominato dall'influenza della Prussia, con l'Austria che venne lasciata fuori dalla porta.

Anche se, con il Reichstag, aveva un parlamento che era eletto a livello nazionale, questo stato non era democratico in quanto il Cancelliere era nominato dall'Imperatore. Di questi ultimi, l'Impero ne conobbe tre: Guglielmo I (in precedenza re di Prussia e incoronato imperatore a Versailles nel 1871), Federico III (1888, l'Anno dei tre imperatori), e Guglielmo II, che abdicò nel 1918, dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale.

Il periodo dell'Impero fu uno di grande crescita economica ottenuta con l'industrializzazione, che arrivò relativamente tardi in Germania, ma anche di nazionalismo e militarismo, che è evidente nell'idea del Drang nach Osten. Il Trattato di Versailles del 1919, che mise fine alla prima guerra mondiale, ritenne la Germania responsabile dello scoppio della guerra, e trasferì grosse fette di territorio tedesco ai suoi vicini ad est e ovest. Questa volta le rivolte rivoluzionarie avrebbero portato la Germania al suo primo tentativo di stabilire una repubblica democratica.

La Repubblica di Weimar (1919-1933)

La Repubblica di Weimar del primo dopoguerra (1919-1933) fu un tentativo di stabilire un regime pacifico liberale e democratico in Germania. Ad ogni modo, il governo fu severamente limitato e afflitto da problemi economici e dalla debolezza inerente della costituzione di Weimar.

Nei primi anni, rivolte successive, sia da destra che da sinistra (1919-1923) e l'iperinflazione del 1923, dovettero essere sconfitte. Negli anni seguenti le condizioni migliorarono, grazie al rilassamento nei pagamenti delle riparazioni di guerra e al miglioramento delle relazioni con gli ex-nemici. Una successione di governi di coalizione riportò un certo livello di ordine e prosperità fino all'arrivo della Grande depressione del 1930.

Il nuovo declino economico, combinato con i ricordi dell'iperinflazione del 1923 e l'opposizione nazionalista derivante dalle condizioni draconiane del Trattato di Versailles, minarono il governo di Weimar da dentro e da fuori. Adolf Hitler e il suo "Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi" (NSDAP, o Partito Nazista) capitalizzò la situazione e la crescente disoccupazione. Facendo leva sui temi razziali e sulla promessa di ridare un lavoro ai disoccupati i Nazisti diedero la colpa dei mali tedeschi a una presunta cospirazione ebraica, sostenendo addirittura che la prima guerra mondiale era stata persa a causa del tradimento interno (la cosiddetta Dolchstosslegende).

Ascesa e sconfitta del Nazismo (1933-1945)

Dopo che l'NSDAP ebbe guadagnato la maggioranza relativa del voto popolare nelle due elezioni generali del 1932, Hitler venne nominato Reichskanzler (Cancelliere) dal Presidente Paul von Hindenburg il 30 gennaio 1933, con l'aiuto di monarchici, magnati dell'industria e conservatori come quelli del Partito Nazionalista (DNVP). Dopo la morte di Hindenburg (agosto 1934), Hitler combinò presidenza e cancellierato nel titolo di Führer (capo) della Germania Nazista. Una volta al potere, Hitler e il suo partito, prima minarono e poi abolirono le istituzioni democratiche e i partiti di opposizione , per arrivare a fondare il "Terzo Reich"; vedi Gleichschaltung per i dettagli.

In sei anni, il regime nazista preparò la nazione alla seconda guerra mondiale e attuò le leggi discriminatorie contro gli ebrei e altri gruppi di presunta origine non-germanica. La leadership nazista tentò di rimuovere o soggiogare la popolazione ebraica della Germania Nazista, e in seguito quella delle nazioni occupate, attraverso la deportazione forzata e, da ultimo, con il genocidio conosciuto come Olocausto. Una politica simile venne attuata nei confronti delle popolazioni Rom e Sinti, dei Gay, degli obbiettori di coscienza e dei Testimoni di Geova.

Dopo essersi annessa, prima l'Austria (marzo 1938) e quindi la regione dei Sudeti, in Cecoslovacchia (ottobre 1938), ed essersi presa il resto delle terre Ceche come "Protettorato del Reich") (marzo 1939), la Germania Nazista, nel settembre 1939 invase la Polonia, rompendo il patto di non aggressione e dando il via alla seconda guerra mondiale. La parte occupata della Polonia venne convertita in un laboratorio per le politiche demografiche naziste, chiamato Governatorato Generale.

Per il 1945,la germania Nazista e i suoi alleati dell'Asse (Italia fascista e Impero giapponese) vennero sconfitti – principlamente dalle forze di USA, URSS e Regno Unito. gran parte dell'Europa giaceva in rovine, decine di milioni di persone erano state uccise, molte di queste erano civili, così come i sei milioni di ebrei uccisi nell'olocausto. La seconda guerra mondiale risultò nella distruzione delle infrastrutture politiche ed economiche della Germania, portando alla sua divisione, a una notevole perdita di territorio ad Est e al peso di un'eredità umiliante.

La Germania dal 1945

I tedeschi si riferiscono spesso al 1945 come alla Stunde Null (ora zero) per descrivere il collasso quasi totale della loro nazione. Alla Conferenza di Potsdam, la Germania venne divisa in quattro zone di occupazione dagli Alleati; le tre zone occidentali avrebbero formato la Repubblica Federale Tedesca, mentre la zona Sovietica divenne la Repubblica Democratica Tedesca, entrambe fondate nel 1949.

Negli anni sessanta venne in essere il desiderio di confrontarsi con il passato nazista. Manifestazioni di massa acclamarono la nuova Germania. Era nata la generazione del dopoguerra. Femminismo, ambientalismo e antinazionalismo divennero parti fondamentali dell'identità tedesca. Willy Brandt divenne cancelliere. Egli diede un importante contributo alla riconciliazione tra est e ovest. Attiva fin dal 1968, la Rote Armee Fraktion porto avanti una serie di attacchi terroristici, nella Germania Ovest, che si protrassero fino negli anni novanta.

La separazione delle due Germanie durò fino alla fine della Guerra Fredda, quando nel 1989 cadde il Muro di Berlino e la Germania si riunì il 3 ottobre 1990.

Bandiera Germania

Germania

  • Superficie: 82515988
  • Capitale: Berlino
  • Lingua: Tedesco
  • Ordinamento: Repubblica federale
  • Prefisso telefonico: Germania
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